Il Compasso d’oro inaugura il premio internazionale e omaggia Expo 2015

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Il Compasso d’Oro si sdoppia e oltre alla classica edizione nazionale, inaugura dal 2015 quella internazionale con tema deciso di anno in anno. La Bruxelles amante del design è in fermento, visto che in questi giorni si è inaugurato l’inizio dei lavori di allestimento per la mostra che esporrà le opere dei 20 vincitori del Compasso d’oro 2014. L’evento è stato fortemente voluto per far conoscere le perle del Made in Italy in occasione dei sei mesi di Presidenza italiana presso il Consiglio dell’Unione Europea. Durante tale occasione si è deciso di presentare un’importante novità, l’istituzione del Compasso d’oro internazionale che, a differenza dell’edizione classica, avrà valenza annuale e non triennale. Altro importante aspetto è che ogni anno sarà scelto un tema diverso da quello precedente, sempre però puntando su tematiche non di nicchia che garantiscano una partecipazione estesa. Il concept scelto per il 2015 è un omaggio ad Expo Milano, l’Esposizione Universale che verrà inaugurata il prossimo maggio con la tematica Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. I candidati del premio internazionale saranno infatti portati a confrontarsi con il tema Design for Food and Nutrition, design inteso come strumento di innovazione e sviluppo sostenibile della produzione alimentare e dei sistemi di produzione e consumo del cibo.

Articolo tratto da www.designerblog.it

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Design e vino nella collezione di Ron Arad

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Pochi giorni fa La Rinascente di Milano ha accolto un evento di design al dolce sapore di mosto: Nude ha infatti presentato la sua collezione di bicchieri, decanter e calici per vino firmati da Ron Arad. Il design non è solo negli spazi abitativi, ma è anche negli oggetti di uso comune, in quelli che adoperiamo sfruttando la loro utilità prima ancora dell’estetica. Un esempio classico sono le stoviglie, per le quali non nutriamo grandi aspettative di bellezza ma che tuttavia ci piace che abbiano quel quid in più rispetto al semplice scopo per cui sono state costruite. E questo discorso è anche più valido se parliamo di bicchieri, calici, decanter e “oggettistica” legata al più raffinato mondo del vino. Qui il design la fa da padrone, con linee seducenti e voluttuose che esaltano il contenuto grazie ad un accattivante contenitore. E sensuale come non mai è la linea Signature di Nude dedicata all’universo di Bacco, presentata pochi giorni fa a La Rinascente di Milano. A firmarla Ron Arad, l’eclettico designer israeliano che ha la paternità di opere monumentali come il museo Bauhaus di Tel Aviv così come di vezzose cosette tascabili quali la prima boccetta di profumo KENZO. Arad questa volta si è dedicato a ben altro e ha messo il suo estro nella progettazione di una linea di prodotti fatti per gustare il vino senza rinunciare al piacere del design. Con questa ispirazione data dall’innovazione e dall’estetica è nato ad esempio il Round Decanter, caratterizzato da un’originale forma ad anello o i calici Red or White, che ad una prima occhiata possono sembrare più simili ad una clessidra che a bicchieri per accogliere rossi, bianchi o rosati. E invece proprio questa singolare forma permette ai commensali di non vedere schierate file di calici da alcolici in tavola, ma semplicemente di ruotare un unico bicchiere da una parte o dall’altra a seconda del tipo di vinello scelto. A completare la collezione ci pensa Wine Party, con altri calici dallo stelo lungo e possente e dalla forma un po’ ondeggiante, come d’altronde ogni pezzo della collezione. Per vederli tutti date un’occhiata alla nostra gallery e diteci nei commenti cosa ne pensate. Li usereste per i vostri cin cin?

Articolo tratto da www.designerblog.it

City Cycling Guide, da Copenhagen a Milano in sella alla tua bici

CityGuide
In città spazio e tempo sono relativi. Relativi al mezzo, ovviamente. L’immensa Milano è un mondo, se te la vivi a piedi: i tempi si allungano, i confini si allontano ma allo stesso tempo diventano frontiera invalicabile. Se ne esce solo sopra un altro mezzo. In auto invece Milano è una gabbia intricata. Ci si ritrova solitari, intrappolati in scatolette di plastica e metallo, bombardati dai clacson, ad aspettar di trovare la via d’uscita da un ingorgo, o a girare all’avventura in tante mini-odissee quotidiane alla ricerca di un parcheggio. Forse la dimensione perfetta, quella che ti consente di goderti i privilegi del pedone ma con la libertà di prender via per la campagna e lasciarti indietro il mondo degli appiedati, senza infilarti in quello snervato e assurdamente circonvolutorio degli automobilisti (“chi è che gira, gira, senza mai arrivare davvero da nessuna parte? L’automobilista che esce dal lavoro”), forse quella dimensione te la dà solo la bicicletta. E se il lettore milanese conoscerà sicuramente a menadito tutte le rotte, le scorciatoie, gli angolini più affascinanti, le vie di fuga e quelle più sicure, di sicuro troverà più che interessante le nuove guide che Rapha, celebre azienda inglese di abbigliamento ed accessori per ciclisti, ha realizzato in collaborazione con la casa editrice, pure inglese, Thames & Hudson, e che consistono in una serie di volumetti, uno per ciascuna delle maggiori città Europee, pensati per chi vuole viversele in sella alle sue due ruote. Oltre ai consigli, alle mappe, gli itinerari e ai posti da visitare, la vera particolarità è che tutte le guide, progettate e curate da Andrew Edwards e Max Leonard, non solo sono illustrate, ma sono illustrate da artisti diversi, uno per ogni città. Milano è stata affidata al bravissimo Riccardo Guasco (tra l’altro già passato, più di due anni fa, per la nostra rubrica 7am, nonché intervistato giusto l’altro ieri dai nostri amici di Collater.al per il progetto The Art of Denim). Disponibile da fine ottobre, il box City Cycling Guide—che inizialmente si potrà acquistare solo in blocco—comprende le guide di Amsterdam (illustrata da Joost Stokhof), Anversa/Ghent (illustrata da Sebastiaan Van Doninck), Barcellona (Judy Kaufmann), Berlino (Mikkel Sommer), Copenhagen (Simon Væth), Londra (Henry McCausland) e Paris (Louis Thomas), oltre ovviamente alla Milano di Guasco.

Articolo tratto da http://www.frizzifrizzi.it/